Ha fatto molto scalpore l’intervista di Paola Caruso a Verissimo, in quanto la showgirl si è aperta a 360 gradi per raccontare la terribile vicenda capitata a suo figlio. Il racconto è stato a dir poco scioccante, così come le conseguenze per il suo bambino che adesso farebbe fatica a camminare. Il viaggio in Egitto è stato un incubo per la showgirl e ora spuntano altri retroscena sul medico che avrebbe iniettato il farmaco sul corpo del piccolo.
Paola Caruso: il racconto shock a Verissimo
La puntata di Verissimo ha visto Paola Caruso tra i protagonisti intervistati. Il suo, però, è stato un racconto tremendo dove ha palesato tutta la sua preoccupazione e paura. Durante una vacanza in Egitto, a suo figlio sarebbe salita la febbre: “Michele ha iniziato ad avere alcuni gradi di febbre: 38 o 39. Gli ho dato degli antipiretici, ma la febbre non calava. Ho iniziato a preoccuparmi”.
Poi l’arrivo del medico: “Questo medico arriva in camera e lo visita, parlava arabo. La struttura mi ha fornito un traduttore. Dice che per fare abbassare la febbre, poteva fargli una puntura. Io ero contraria, ma mi sono fatta convincere. Non lo avessi mai fatto”. Da qui l’inizio dell’incubo: “Il dottore ha detto che la febbre sarebbe scesa subito. Mio figlio si alza dal letto e cade a terra, non sentiva più la gamba. Da quel giorno, dal 21 novembre, la nostra vita è cambiata totalmente”.
Paola Caruso: i retroscena della vicenda
Continuando il suo racconto, Paola Caruso spiega i momenti successivi all’iniezione: dalla corsa all’ospedale alla diagnosi che ha sconvolto la showgirl: “Siamo corsi in ospedale e arrivata una neurologa, i dottori hanno capito che con la puntura era stato lesionato il nervo sciatico”. Stando agli ultimi aggiornamenti, il medico egiziano avrebbe iniettato al piccolo Michele un medicinale non adatto ai bambini.
Naturalmente le conseguenze ci sono state eccome: “Adesso lui cammina con il tutore, senza no. I medici dicono che è una cosa molto lunga ed è l’unico caso in Italia. Non so cosa succederà”. La showgirl, ovviamente, ha intrapreso le opportune azioni legali: “Ci sono delle azioni legali in corso contro il medico, perché non voglio che succeda a un altro bambino. Io mi faccio forza, ma sono distrutta”.
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