Una diagnosi sbagliata, interventi inutili e una vita segnata per sempre. A Firenze un bambino è rimasto tetraplegico dopo essere stato operato più volte per un tumore al cervello che, in realtà, non esisteva. La vicenda riguarda l’ospedale pediatrico Meyer, condannato dal tribunale civile per responsabilità medica. Al centro del caso c’è un grave errore sanitario che ha portato a conseguenze irreversibili per il piccolo paziente e a un risarcimento milionario riconosciuto alla famiglia.
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La diagnosi errata e gli interventi chirurgici
Il bambino aveva appena quattro anni quando fu ricoverato per gravi sintomi neurologici. I medici diagnosticarono un tumore cerebrale e decisero di intervenire chirurgicamente più volte. Tra gli interventi effettuati ci fu anche una lobectomia temporale, un’operazione molto invasiva. Solo in seguito emerse che non si trattava di un tumore, ma di un’encefalite erpetica, una grave infezione del cervello curabile con farmaci antivirali.
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Le conseguenze sulla vita del bambino
L’errore diagnostico ha avuto effetti devastanti. Oggi il ragazzo è tetraplegico, non risponde agli stimoli esterni ed è riconosciuto invalido al 100%. Secondo quanto emerso in tribunale, la sua aspettativa di vita risulta fortemente ridotta. I giudici hanno parlato di una “vita spezzata”, sottolineando il peso umano e sociale di quanto accaduto.
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La causa avviata dalla famiglia
I genitori del bambino hanno deciso di avviare un’azione legale dopo anni di sofferenza e cure. La causa civile è partita nel 2019 e ha portato a una lunga istruttoria, durante la quale sono state analizzate cartelle cliniche, perizie mediche e testimonianze tecniche. Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’ospedale per l’errore di diagnosi e per le cure inappropriate.
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La condanna e il risarcimento
Il tribunale civile di Firenze ha condannato l’ospedale Meyer a un risarcimento complessivo di circa 3,7 milioni di euro. La parte più consistente della somma è destinata al ragazzo, mentre altre quote sono state riconosciute ai genitori e al fratello. Si tratta di uno dei risarcimenti più alti mai stabiliti in Toscana per un caso di responsabilità medica pediatrica.
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La posizione dell’ospedale
L’azienda ospedaliera ha preso atto della sentenza di primo grado e ha avviato le procedure per il pagamento degli importi stabiliti dal tribunale. Allo stesso tempo, è stata indicata la possibilità di riservarsi eventuali azioni future qualora l’esito del giudizio dovesse cambiare in appello. Al momento, però, la decisione del tribunale resta pienamente efficace.
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Una vicenda che apre una riflessione
Questo caso riporta al centro dell’attenzione il tema degli errori medici e delle loro conseguenze, soprattutto quando a pagarne il prezzo sono i bambini. Dietro numeri e sentenze ci sono famiglie che vedono cambiare per sempre la propria vita. Una storia che pone interrogativi profondi sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità del sistema sanitario.
La vicenda continua a far discutere l’opinione pubblica e il mondo della sanità, ricordando quanto una diagnosi corretta e tempestiva possa fare la differenza tra la vita e una tragedia irreversibile.
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